Ecologico/Tradizionale/Sperimentale/Spirituale

STORIE DELL’APPENNINO

4° GIORNO – 31/08/2025


ore 21.00 Tradizionale/ Ecologico/ Sperimentale/ Spirituale

Felina: Parco Tegge

Operapaese: Uomini e donne dell’Appennino reggiano, Pierluigi Tedeschi, banda di Felina, Icarus Ensemble, Giorgio Battistelli

 

Un’occasione straordinaria, un’opera in anteprima assoluta realizzata da uno dei più grandi compositori italiani, Giorgio Battistelli, conosciuto e apprezzato a livello internazionale. Un’opera che non è solo ambientata nel territorio dell’Appennino, ma lo rende protagonista, con la sua gente, le sue professioni, la sua storia. Giorgio Battistelli concluderà sabato 31 agosto alle ore 21, al Parco Tegge di Felina, il festival “Storie dell’Appennino” ideato da Icarus Ensemble, formazione tra le più apprezzate per l’esplorazione e la valorizzazione della musica contemporanea, e proposto nell’ambito de L’Uomo che cammina, l’evento annuale proposto dal Comune di Castelnovo Monti che approfondisce il rapporto tra uomo, ambiente e dimensione del sacro.

“Gli artigiani – racconta Battistelli – partecipano tutti ad una performance totale con le loro mani, i loro corpi e i loro volti solcati dalle rughe, consumati dal tempo e dal lavoro. Producono una musica ‘sudata’ che nasce dalla fatica e che intende rappresentare l’immagine dello scorrere del tempo. Con questo lavoro voglio richiamare i suoni ancestrali della nostra cultura, già abbastanza rari e in via d’estinzione: un mondo che sta tuttora evaporando, con una scomparsa lenta ed inesorabile. Questa opera rappresenta per me, l’intenzione di proteggere un mondo in estinzione. Non mi riferisco soltanto alle professioni artigianali, ma soprattutto all’aspetto antropologico della loro attività, dello specifico modo di invecchiare dei corpi degli artigiani. La sapienza delle loro mani è diversa dalla conoscenza dell’uomo contemporaneo, più teorica, nutrita dalla razionalizzazione del rapporto fra mano e materia. Si tratta di aspetti non sovrapponibili; anzi, diametralmente opposti. Volevo salvare quei visi antichi, quelle mani dure”.


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