My name is Floria
Teatro Ariosto• Reggio Emilia
16 maggio 2025, ore 2018 maggio 2025, ore 15:30
Virginia Guastella
My name is Floria, opera in un atto
(prima esecuzione assoluta)
con Maria Eleonora Caminada, Laura Zecchini, Anastasia Egorova, Danilo Pastore,Giacomo Pieracci
ICARUS Regia del suono e live electronics
Tempo Reale: Giovanni Magaglio, Damiano Meacci
Direttore Marco Angius
Team creativo Fanny & Alexander
Regia, scene, luci, video Luigi Noha De Angeli
Costumi Chiara Lagani
Allesimento multimediale Michele Mescalin
Nuova commissione Fondazione I Teatri/Festival Aperto
Produzione Fondazione I Teatri di Reggio Emilia
testo tratto da https://www.iteatri.re.it/spettacolo/my-name-is-floria/
L’azione di My name is Floria si svolge ai giorni nostri, liberamente ispirandosi al personaggio di Floria Tosca – sia al dramma di Sardou, sia alla versione di Illica e Giacosa per l’opera di Puccini. È ben noto che la storia si chiude con il suicidio di Tosca. Ma si finge che ella sopravviva, sicché quel finale si rovescia nell’inizio di una nuova storia. Floria è dunque una donna a noi contemporanea, vittima di un trauma fisico e psicologico, portatrice di un mondo emotivo complesso e alterato, lontana dai canoni rappresentativi della donna nel melodramma tradizionale. Il passato di Floria è fatto di ricordi dolorosi (non esclusa un’incarnazione di Scarpia), il presente di manifestazioni depressive, angosce e proiezioni mentali della sua personalità multipla. È fatto tuttavia anche di un processo di condivisione terapeutica con persone di simile condizione, che le restituirà equilibrio e fiducia. Le varie emergenze incarnate da quattro interpreti vocali in funzione di ruoli multipli e coro.
“Alla prima rappresentazione londinese della Tosca, un recensore riportò che quando Puccini “desidera essere più intenso, usa un po’ di rumore irritante, molto suono con poco senso musicale. Nel secondo atto il suono della musica sembra interferire con la situazione drammatica”. Il rumore che caratterizza alcuni episodi di Tosca è uno degli stimoli concettuali alla mia musica originale, al lavoro sul suono e sul timbro che il linguaggio contemporaneo consente ed esalta.
I materiali originali ispirati all’idea di rumore di Puccini, compongono un nuovo contesto formale e linguistico, dove ricordi, proiezioni psichiche, shock, traumi, trovano la loro rappresentazione musicale insieme all’emotività alterata complessa dei personaggi. Tutto inteso a definire un nuovo personaggio femminile contemporaneo.”
Virginia Guastella





